
L’artista Lucia Ferrara presenta l’opera “ Tav 3”, parte del più grande ciclo pittorico del progetto NEVER PERFECT, nato nel 2017 di cui l’artista detiene tutti i diritti.
Acrilico su tela dimensioni 240×200 cm
“Never Perfect” è un progetto sociale, museale, ma anche un impegno, la missione di avvicinare le persone, attraverso l’arte, alle storie umane.
Il progetto Never Perfect è una storia raccontata attraverso le immagini e, come tale, segue una logica strutturale simile a quella di un libro o di una favola e, su DNheArt, così verrà presentata.
Eccoci ad un nuovo appuntamento con DNheArt e alla nuova tela, del progetto, questa volta parliamo della Tav 3.
In questo lavoro pittorico l’artista prosegue il racconto della propria esperienza umana, così simile a quello di tutti noi, perchè ognuno, in quanto essere umano, nella propria esistenza, è chiamato a vivere esperienze, traumi, dolori e difficoltà tali da metterci nella condizione di guardarci dentro e riscoprire la forza e il coraggio di prendere coscienza di tali ferite.
Guardare il dolore e riconoscerlo come tale “scoprendoci” a noi stessi e poi, agli altri, come esseri fragili, è il primo passo verso una potenziale guarigione e rinascita.
Nella tela la donna rappresentata mostra un cuore sanguinante al centro del petto, un segno simbolico del trauma che finalmente si mostra al mondo, al suo pubblico, come un tatuaggio, metaforicamente come qualcosa di bello, di artistico, seppure crudele.
Il dolore ha molte forme, ed è diversa la sua esperienza, in ogni soggetto, in quando essa è personale e legata alla personalità e sensibilità soggettiva.
Spesso il dolore viene “riconosciuto” solo quando è visibile, ma ci sono
situazioni in cui la sofferenza fisica o emotiva manifestata non corrisponde a una causa organica evidente, ma è espressione di un disagio interiore profondo o inespresso.
Innumerevoli volte, quando si vivono traumi profondi il corpo comunica ciò che la mente blocca: Il dolore fisico può nascere quando si cerca di sopprimere emozioni, parole o lacrime.
Il Dolore è reale anche senza causa organica perchè anche se non c’è una lesione fisica, il dolore mentale è reale per chi lo prova e impatta notevolmente la qualità della vita.
E’ estremamente facile trovarsi di fronte ai meccanismi di “evitamento” del dolore; si tenta di negare o estirpare il dolore non accettandolo come parte naturale della vita.
La nostra società tende a evitare il dolore, ma il superamento reale avviene solo accettando di attraversarlo; la cura del dolore sta spesso nel dolore stesso e affrontarlo direttamente è l’unico modo per uscirne.
Osservare il proprio corpo durante un’esperienza dolorosa può ridurne la percezione, da qui scelta di non nascondere ma esporre, la tea diventa lo specchio.
Attraversare il dolore non significa solo sopportarlo, ma imparare a gestirlo e trasformarlo, ricomponendo noi stessi, riconoscendolo come un segnale utile piuttosto che solo come un nemico, l’arte, in tutto ciò, esprime il desiderio, non di enfatizzarlo, ma di renderlo parte “normale” di un vissuto che ci ricorda che nella nostra imperfezione umana, fisica e/o psicofisica, risiede anche la nostra capacità di catarsi e di rigenerazione.
Lucia Ferrara



Lucia Ferrara
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