
Guardiamoci dentro. Non “solo” per una questione di coscienza. Bensì, permettendoci di conservare un pensiero critico. Analitico. Lasciare libera la formulazione di pensiero. L’analisi critica – ed ancor meglio – autocritica, dovrebbe essere il motivo quotidiano che guida le nostre riflessioni. Le sinapsi, in allenamento costante, costituiscono la nostra palestra. Il tango appassionato, della corteccia prefrontale, non potrà altro che gioire. In un tripudio – “folle” – di libero arbitrio. Troppe volte, dall’infanzia, ad oggi, siamo stati vincolati. Guidati, dai nostri genitori – bontà loro – nell’esercizio dei condizionamenti. La società, ci vuole (orrore), uniformati ad un pensiero comune. Ora, ci si insinua, pure: l’intelligenza artificiale (?).
Riuscite ad immaginare un mondo, dove, dialogando con un nostro affetto, quale risposta ad uno spunto di riflessione – mentre armeggia con un dispositivo elettronico – riceviamo: “Aspetta un’istante, verifico se ho interpretato “giusto” e, se la risposta a cui ho pensato, è corretta!”? Oppure, stessa cosa vale per il carpentiere o il notaio, a cui ci rivolgiamo per un lavoro od una consulenza. Senza menzionate: insegnanti, medici, veterinari, esploratori, cartografi e via di tutti i mestieri e professioni che possiate immaginare.
Onestamente? Tristezza. Altro non riesco – pur sforzandomi – ad immaginare.
Non sto dicendo che l’i a non sia utile eh. Piuttosto che, come tutti gli artifizi creati, da sempre, dall’uomo, è il discernimento il vero: arbitro, giudice e medico curante.
Se pensiamo che tale strumento – l’i a – possa toglierci le “castagne dal fuoco” risolvendoci la qualunque, sicuramente – senza la minima punta di presunzione di voler insegnare, nulla, a nessuno – siamo parecchio fuori strada.
Il Santo Natale, ricordandolo in fanciullezza – finché ne godetti – era magico per me magico. Letteralmente. Ed è questo, il mio personale augurio che Vi porgo. Magia e calore, contornati dai Vostri affetti.
Chi siamo oggi, lo dobbiamo ai nostri Genitori ed agli Amici che abbiamo avuto il privilegio di incontrare lungo il nostro cammino.
Ed alla nostra capacità di comprendere – capitalizzare – e conservare, nel nostro ecosistema sentimentale, tali, preziose persone.
Pollone, XXIV / XII / MMXXV
Roberto Dorigo









