Pages Menu
Categories Menu

Posted by on Mag 23, 2016 in Eventi, News

|Gigi Piana|(s)RADICAMENTI


Schermata 2016-05-23 alle 15.14.06

 

Un tema attualissimo, quello delle migrazioni, che interroga non soltanto la politica ma anche l’arte che, come spesso è avvenuto nel passato, ci permette di guardare con occhi diversi a ciò che accade nel nostro presente. Attraverso un percorso che parte dalle opere dedicate da alcuni importanti maestri del Novecento alla questione dei confini, degli spostamenti forzati e delle migrazioni, la mostra propone un approdo alla nostra più stretta contemporaneità con le opere di Gigi Piana, artista emergente, noto ormai a livello internazionale.

Nel suggestivo contesto storico di Palazzo Cavour, le opere esposte offrono ai visitatori la possibilità di riflettere sul nostro oggi, anche sulle sue pieghe più drammatiche, attraverso una narrazione estetica coinvolgente. Si tratta di un esperimento curatoriale che prova a tenere insieme l’esperienza di grandi artisti del Novecento con le intuizioni di uno dei più interessanti esponenti della nuova generazione.

Gigi Piana espone la serie “planisferi” assieme ai suoi intrecci di materiali plastici, realizzati con una tecnica sofisticata e innovativa.

Come ha scritto Sara Locatelli “nella serie ‘planisferi’ Piana elegge a personale cifra stilistica gli elementi materici e le trasparenze plastiche, le trame intrecciate. E le utilizza per suggerire direzioni, per dare strumenti di possibile comprensione del reale, nell’ottica di un’arte attiva, vitale e viva, compartecipata. […] Una visione che, se apparentemente giudica in modo negativo l’umanità contemporanea, non mira ad aggiungere terrore al terrorismo, paura alle paure. Vuole invece essere ampia e chiara, per donare spazio e possibilità di riflessione. E di rigenerazione. Nella serie intrecciata, poi, le trame costituiscono una base viva e mobile all’(in)definizione dei confini geografici. L’attualità del tema è stringente: i planisferi disegnati con tratto rosso sulle trame trasparenti mostrano confini sfilacciati, non più definibili, mutevoli/mutati nei fenomeni migratori e nella fragilità degli ecosistemi globali”.