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Posted by on Mar 11, 2014 in Art, Forme d'arte

Culinaria

Quando si parla di culinaria e gastronomia, per molti è quasi automatico pensare ai piatti di alta cucina internazionale. Vero, ma non in assoluto.
Cenni storici, ci conducono al XV° secolo quando, in Italia, venne scritto il primo trattato sull’ arte culinaria. Da allora sono infinite le pubblicazioni e i manuali in materia.

Dalla “semplicità” di un piatto di pasta al pomodoro e basilico, alla “complessità” di un piatto di una tribù birmana, bisogna saper riconoscere il talento creativo di chi cucina il tutto.

Gli ingredienti di base sono, indubbiamente, la materia sulla quale ci si basa per la riuscita di un buon piatto. Creatività e intuito dello chef, saranno l’anima del piatto stesso. Contribuendo a rendere felice un palato esigente. Il cibo è convivio e aggregazione, dalla notte dei tempi.

Lo chef è il “direttore d’orchestra” che concerta la riuscita del tutto: capacità d’accostamento dei piatti, selezione e scelta della maestria prima, preparazione della medesima, tempi di cottura, trattamento, diversificato tra un tipo di materia prima e l’altro pur essendo di medesima matrice, composizione cromatica a piatto ultimato.

Tutto ciò, dalla selezione dei prodotti, all’impiattamento stesso, ha un minimo comune denominatore: l’arte di cucinare. Conta poco la provenienza accademica del piatto, quanto il trattamento “confezionamento” che ha subito prima di giungere sulla tavola.

Tutto questo è: arte culinaria.

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Cristiano Gramegna