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Posted by on Lug 24, 2014 in News

ATTILIO PREVOST (1890-1954) UNA VITA IN PRIMA LINEA

Mostra di fotografie e di documenti video a cura di Marina Mojana e di Annamaria Mojana Lari Prevost

Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo (Magreglio – Como)
Dal 26 luglio al 7 settembre 2014
www.museodelghisallo.it

Magreglio ricorda a sessant’anni dalla morte Attilio Prevost, il suo primo sindaco del Dopoguerra repubblicano (1951-1954). Aveva speso la sua vita con passione e l’incarico politico giunse a coronare un’esistenza in prima linea: da ragazzo partecipò alla Grande Guerra sul fronte austriaco (1915-1918), senza imbracciare la baionetta, ma la macchina fotografica; fu infatti un pioniere del fotoreportage di guerra e tra i primi cineoperatori a entrare in Gorizia (9-17 agosto 1916), Trento e Trieste (3 novembre 1918) liberate dagli Austriaci.
Da ingegnere dedicò la vita al lavoro e, in tempo di pace, divenne imprenditore, fondando nel 1913, con la moglie Elena Lanzoni, un’impresa societaria di apparecchiature cinematografiche. Dopo la guerra nacquero le Officine Prevost Milano (1920-1991), che divennero negli anni la prima industria del cinema italiano. Famose per la produzione di proiettori cinematografici e soprattutto per le moviole (ovvero i tavoli per la sincronizzazione e il montaggio dei film), furono azienda leader in Italia e tra le prime nel mondo.
Sulle moviole Prevost montarono i loro film registi del calibro di Federico Fellini, Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Alberto Lattuada e Orson Welles, per citarne alcuni. La moviola Prevost divenne popolare con La Domenica sportiva, trasmissione cult della TV italiana anni 70. Fino ad allora la moviola era usata solo nel cinema, ma quando fu impiegata per rivedere le azioni calcistiche al rallentatore,fu una rivoluzione del costume e persino del linguaggio: la parola moviola divenne metafora di qualcosa di rallentato e rivisto ripetutamente.
Anche I Beatles e Herbert Von Karajan richiedevano le moviole Prevost per montare i loro filmati. Ed è sempre Prevost il proiettore immortalato da Giuseppe Tornatore nel film Nuovo Cinema Paradiso (Oscar nel 1989).
Proprio quest’anno, dopo più di un secolo di dominio assoluto, la pellicola 35mm ha ceduto definitivamente il passo alle tecnologie digitali. Il modo di fare cinema è in parte cambiato, si è messa la parola fine a un’epoca di pionieri, di scienziati e di artisti indimenticabili, ma proprio per questo è il momento giusto per ricordare i fondatori di una delle più prestigiose aziende cinematografiche che ha attraversato il Novecento al servizio del pensiero di tanti autori che scrissero la storia del cinema, permettendo prima il montaggio e poi la visione al pubblico dei loro capolavori.
Nel ricordare Attilio Prevost Sr. con questa mostra, Magreglio intende rendere omaggio non soltanto a una personalità di rilievo internazionale, ma anche a un uomo generoso, che dedicò le sue ultime energie al bene comune accettando l’incarico di sindaco nel 1951, eletto ad acclamazione generale dagli abitanti del piccolo borgo prealpino che, fin dal 1936, aveva frequentato e imparato ad amare.

Atilio Prevost.jpg