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Gianluca “Giangi” Lanza | Tattoo


Gianluca “Giangi” Lanza nasce a Biella il 4 luglio 1970 da papà Ermanno, operaio e da mamma Leonilde, infermiera e ha una sorella minore di nome Rossana, che l’ha da poco reso zio.
L’arte nelle sue molteplici sfaccettature lo affascina fin dal periodo adolescenziale, quando, parallelamente agli studi da geometra, nasce in lui il desiderio della sperimentazione artistica a 360 gradi, che lo porta prepotentemente ad avvicinarsi al mondo dei tattoos: risale proprio ai suoi 15 anni, infatti,  il primo tatuaggio che egli realizza su di sé a mano, ovvero un occhio con un seme di picche rovesciato, simbolo dello sguardo verso il futuro e delle avversità superate.
Non ci sono maestri tatuatori nella vita del Giangi, egli da perfetto autodidatta si documenta e legge manuali tecnici, mentre i primi rudimenti igienici gli vengono forniti dalla mamma infermiera: sono poi le sue mani e la sua fantasia a permettergli di realizzare le prime “macchinette autocostruite” a 18 anni, per poi passare a quelle professionali pochi anni dopo, il cui uso viene perfezionato da un corso specialistico seguito a Latina nel 2002.
La svolta professionale risale al 1996, quando Gianluca apre il suo primo studio di tatuaggi a Chiavazza (chiamato “Mano Libera” per sottolineare che i disegni sono fatti direttamente sulla pelle o ideati su carta in prima persona da Giangi, che raramente si affida a cataloghi altrui), ma è nell’ Aprile 2004  che la sua attività, in una progressione continua, si consolida spostandosi nel centro di Biella, in uno spazio di 135 mq dove ai tatuaggi si affiancano i piercings, il trucco semipermanente e  la vendita di gioielleria in acciaio chirurgico.
Giangi confessa che tatuare gli permette di ammirare il fantastico sorriso di chi osserva allo specchio il lavoro appena finito, unito alla soddisfazione derivante dell’essere stato l’artefice di un sogno che esisterà per tutta la vita: è proprio il sorriso ciò che egli ricorda del cliente che più gli è rimasto impresso, ovverosia una signora novantenne che si è fatta realizzare su pelle un tatuaggio ogni anno fino alla sua morte ed è il sorriso che spererebbe di poter vedere sul viso di sua mamma Leonilde, che è la persona che egli sogna di tatuare per poter regalare un segno indelebile dell’amore e della riconoscenza che nutre per lei.
Gianluca Lanza è un artista polivalente: non esiste soggetto impossibile da realizzare per lui, che ammette solo di non amare particolarmente l’iper realismo a colori, mentre non esegue per scelta soggetti satanici o blasfemi e non tatua mani, piedi, testa, collo e volto nel rispetto delle etnie che attraverso simboli specifici in quelle parti del corpo, esprimono il proprio grado sociale o la propria religione.
Nonostante sia ormai un artista affermato e conosciuto, Giangi continua la sua evoluzione: dopo aver creato uno studio regolarmente funzionante all’interno di una birreria biellese, egli ha da poco dato vita ,a Brusnengo, ad un secondo studio di tatuaggi “InkInPink”, in cui opera la fedele allieva Giulia e, a Biella, ad “Urban Tribe”, un negozio di abbigliamento legato a doppio filo al mondo del tattoo con capi da pin up, rockabilly, militaria.
I progetti per Gianluca Lanza però non si fermano qui: nella sua mente – per ora – c’è l’ambizione  di far diventare il negozio “Urban Tribe” un vera e propria catena e il desiderio di realizzare uno studio mobile di tatuaggi, il tutto seguendo un unico motto: “Finchè c’è pelle, c’è speranza”.

 

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