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Posted by on Aug 23, 2012 in News

Enzo Eric Toccaceli In vetta ad un cristallo Immagini di Alda Merini

 

FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI BIELLA

 

in collaborazione con

I PARCHI LETTERARI® FRANCO ANTONICELLI

ZERO GRAVITà VILLA CERNIGLIARO PER ARTI E CULTURE

 

patrocinio

Commissione Italiana Nazionale per l’Unesco

 

presenta

Enzo Eric Toccaceli

In vetta ad un cristallo

Immagini di Alda Merini

a cura di Carlotta Cernigliaro

 

Fondazione Cassa di Risparmio di Biella

Spazio Cultura

 

7 settembre – 7 ottobre 2012

lunedì – venerdì ore 10 – 13 e 15 – 18

sabato e domenica ore 16 – 19

 

Inaugurazione venerdì 7 settembre

 

ore 17.30

Sala Convegni

Biella, via Garibaldi 17

Tavola rotonda alla presenza dell’autore

Saluti istituzionali

Interventi poetici di Alberto Casiraghy e Arnoldo Mosca Mondadori

 

ore 19

Spazio Cultura

Biella, via Garibaldi 14

Vernissage a seguire rinfresco

 

 

R.S.V.P. telefono 015.0991868

 

 

La Mostra

Il corpus si compone di 38 immagini in bianco e nero,

lettere e poesie ancora battute a macchina da Alda, dedicate

a Giacinto Spagnoletti, critico letterario scopritore della Merini,

e il volume “In Vetta ad un cristallo” che raccoglie il tutto,

pubblicato da Campanotto Editore.

 

 

L’Autore

 

Enzo Eric Toccaceli lavora negli anni per riviste, radio e redazioni di giornali.

Negli Anni Ottanta collabora con l’Istituto di Scienze della Musica, dello Spettacolo

e della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma.

Viaggiando incontra e frequenta personaggi di grande levatura artistica e intellettuale

come John Cage, Julian Beck, Judith Malina, Allen Ginsberg, Gregory Corso,

Lawrence Ferlinghetti, Anne Waldman, John Giorno, Ed Sanders…

Collabora con Rai 2 nell’89; è curator per molte edizioni d’arte e poesia, numerose mostre e per lo storico marchio del Pulcinoelefante.

 

 

Premessa dell’autore

 

         Ho conosciuto Ada Merini – di persona voglio dire – fuori della sua fama che già cominciava a crescere. Erano i primi anni ’90 e andai a Milano a trovarla nella sua disordinatissima casa di Ripa di Porta Ticinese 47 sui Navigli. Il suo habitat era quello che bene appare anche in queste foto: cose, immagini, cianfrusaglie… E gli oggetti anche più improbabili… Una casa sotto-sopra…  E tutto all’insegna di una povertà desolante. Con Lei al centro di tutto questo grande caos – per me davvero fascinoso.

         Venivo per altro dalle esperienze intense e appassionate dei mie amici della beat generation (Gregory Corso, Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti:..), ed ho ritrovato in Alda una forte assonanza… Si fosse, insomma, vissuta a San Francisco o al Greenwich Village di New York la Merini sarebbe stata perfettamente di loro, coi suoi versi spesso incendiari ed estremi.

         Alda amava molto i fotografi – ed essere fotografata. Tutte le foto che qui ho recuperato e raccolto Alda le ha fermamente volute… Ho sempre visto Alda quasi come un’attrice, egocentrica, esagitata, imprevedibile… Una vera pop star delle letteratura!

         Foto nella sua casa, al massimo nel cortile del suo palazzo o davanti al cancello, o nel pub dello stesso isolato, insomma nel suo ambiente naturale. Quando l’andavo a trovare, ne potevo incrociare tante, di Aldi Merini, gioiose o meno, tristi o allarmate, infinitamente sfaccettate, ma sempre totalmente istintive… Con una forma strana e poetica, peraltro, di gelosia onnivora di possessività perfino infantile.

         Io le dicevo tutte quelle bugie che lei amava sentirsi dire… Bugie a fin di bene! Ma le volevo bene, ero realmente innamorato di questo suo fervore e del suo essere totalmente libera da schemi, pregiudizi, luoghi comuni.

         Vera performer nata, Alda Merini era capace – naturalissimamente – a teatro (ricordo una sera a Milano), di interrompere brutalmente la lettura azzimata e aulica che delle sue poesie faceva un grande delle nostre scene, arrancare fino al palco e prorompere poi in maniera squisitamente plateale, come in un’uscita scenica di coup de téatre: ” … Si fermi, SI FERMI!  Non così… Oh, si vede che Lei non ha mai letto in pubblico!…”.

         L’anedottica è sterminata  – ma ora qui restano i visi, le immagini, il cambio di luci, e di umore… Oltre ai ricordi di tanti anni di frequentazione, risate, problemi, lacrime, anche liti -:  era commossa, specie quando mi parlava delle persone scomparse a lei care: Vanni Scheiwiller che la stampò nelle sue raffinate edizioni; Giorgio Manganelli definito da lei “maestro di un epoca intera”; Davide Maria Turoldo; il critico Giovanni Spagnoletti, che la scoprì e inserì per primo nella sua storica antologia lirica del Novecento. Spagnoletti l’aveva conosciuta molto giovane, nel 1947. Fu sempre lui ancora a pubblicare nella collana che dirigeva per Shwarz il suo primo libro di poesia La presenza di Orfeo nel 1953; Maria Corti che la glorificò portandola alla grande editoria: ultimo trampolino della sua felice stagione finale di notorietà (felice si fa per dire, perché la sua anima rimase purtroppo e per fortuna sempre la stessa, piena di cicatrici e ferite sempre aperte).

         I discorsi li facevamo tutti: ma i temi più frequenti erano l’Eros e la Religione, Dio. Questa la sua vera natura – e infondo anche “poetica” scanzonata e insieme assoluta.

         Mi parlava anche sempre delle Figlie. Rapporto intenso, con loro, ma assai travagliato – dilaniato, a volte.

         Per quindici anni ogni mese – divenne un rito – le regalai un rossetto di gran marca, che lei decisamente “pretendeva” rossetti carichi, vistosi, imbarazzanti perfino.

         Interminabili poi le telefonate, in cui lo stress e la cronaca della megabollette da pagare si mischiavano allo humor da barzellette, e tutte le sue vicessitudini alle melodie ricreate delle belle canzoni popolari… Alda suonava il piano, e ci cantava sopra con una vena romantica.

         Anni fa lei voleva a ogni costo un suo calendario, da appendere o vendere o regalare, andammo con l’amico Alberto Casiraghy in tipografia, e con una foto della Alda morbidamente sdraiata sul letto tipo Maya vestida – con tanto di occhiali da sole – la facemmo proprio felice.

 

         Con In Vetta ad un cristallo ho raccolto le tante facce e sfaccettature dell’Alda privata, più sfacciatamente intimista… Ironica seria fino al drammatico. A questo ho affiancato importanti testi della poetessa inviati a Giacinto Spagnoletti negli Anni Ottanta (ringrazio affettuosamente e con profonda gratitudine la signora Piera Spagnoletti e i figli Giovanni e Luca per avere concesso i preziosi inediti).

         Infine, vorrei testimoniare quanto rimanga fresca la poetessa dei folli e dei Navigli, nei cuori e nella mente di ognuno. Ben al di fuori delle mode, e delle scelte editoriali. La vera Alda amata dalla gente semplice che cantava l’amore e gli esclusi. Enzo Eric Toccaceli

 

 

In Vetta ad un cristallo, Campanotto Editore, 2011

 

 

 

Informazioni Spazio Cultura Fondazione Cassa di Risparmio di Biella

 

Telefono 015.0991868

Spazio.cultura@fondazionecrbiella.it